Tellaro (Liguria)
Tellaro (Liguria)

– Linea Tellaro –

Scarpe da donna
Scarpe da uomo

La nostra fonte di ispirazione: Tellaro, Liguria

Tellaro (Liguria)

“…un nirvana tra mare e cielo, tra le rocce e la montagna verde”,

come ha scritto Mario Soldati. Venendo dal mare la chiesetta di San Giorgio e il borgo fortificato si presentano come una nave pronta al varo.

Tellaro è un angolo di mondo che sembra fatto apposta per proteggere dai rumori del mondo.

È qui che Attilio Bertolucci, uno dei più grandi poeti italiani contemporanei, veniva a cercare quiete, nelle mezze stagioni.
D. H. Lawrence era affascinato dalle donne che lavoravano negli uliveti, dalle loro voci sonanti sulle colline:

Quando vado a Tellaro a prendere la posta, mi aspetto sempre di incontrare Gesù  che conversa coi discepoli come se andasse lungo il mare sotto i grigi alberi luminosi”.

Il borgo a picco sulle rocce del mare è ancora incantevole.
Era il luogo dell’anima di Soldati, che raccomandava:

 “Girate per questi carruggi che sbucano in mare e poi sedetevi in un angolo tra i sassi della riva” .

Questo si deve fare: lasciarsi prendere dall’atmosfera. Salire all’antico (1660) Oratorio di Santa Maria in Selàa e guardare il Mediterraneo. Recitare i versi di P. Bertolani e M. Tuckett:

“… groviglio di razze passate da qui / ancora testimoniano le vie / il colore dei muri intenerito dal salino / ancora nell’ulivo colpito dal maestrale / nelle case dei pescatori / nicchiano inosservate lune saracene…”

Testo tratto dal sito: I Borghi più belli d’Italia

Abbiamo scelto Tellaro per dare il nome alla nostra prima linea di scarpe, non solo perché è uno tra i Borghi più belli d’Italia, ma anche perché la sua storia è legata ad una curiosa leggenda, che vede un animale come protagonista: il polpo di Tellaro, oggi simbolo del paese.

La Leggenda di Tellaro

Ancora viva nella memoria del paese la storia di un avvenimento, accaduto secondo le fonti verso la metà del Seicento. In quel periodo le coste della regione erano spesso tormentate dalle scorribande di temibili pirati saraceni in cerca di ricchi bottini.

Una notte si abbatté sul golfo una violenta tempesta. Gli abitanti del borgo se ne andarono a dormire tranquilli, convinti che la burrasca rendesse impossibile l’avvicinamento da parte di sgraditi ospiti.

La sentinella addetta in caso di pericolo a suonare le campane della chiesa di S. Giorgio – che ancora oggi si staglia come una prua contro il mare – cadde essa stessa tra le braccia di Morfeo.

Proprio quella notte invece i pirati, guidati dal temibile Galla D’Arenzano, decisero di attaccare il villaggio. Nel momento in cui gli aggressori erano in procinto di sbarcare, energici rintocchi del campanile destarono gli abitanti, che riuscirono così a reagire, cacciando gli invasori prima che fosse troppo tardi. Tellaro era salva.

Chi ha dato l’allarme? – si chiesero stupiti i tellaresi. Precipitatisi verso il campanile, videro che dal mare era emerso un enorme polpo che aveva lanciato i lunghi tentacoli per tirare le corde delle campane.

Da allora il Polpo è il simbolo del paese. Non spetta a noi dire dove finisca la storia e inizi la leggenda, certo è che oggi su un muro della chiesa di S. Giorgio possiamo trovare un’iscrizione a ricordo del salvatore del borgo, che recita:

Saraceni Mare Nostrum infestantes sunt noctu profligati quod polipus aer cirris suis sacrum pulsabat.
(I Saraceni che infestano il nostro mare sono stati sconfitti di notte poiché un polpo scuoteva il sacro bronzo con i suoi tentacoli.)

Polpo di Tellaro

Camminare indossando un paio di Fera Libens negli stretti vicoli che conducono verso il porticciolo affacciato sul mare, fermarsi a contemplare le isole del Tino e del Tinetto, gustarsi un aperitivo guardando il sole che tramonta di fronte, è un’esperienza che non ha eguali.